La Cooperativa Paleotur nasce nel luglio 1995 con l’obiettivo di valorizzare, gestire e custodire il patrimonio archeologico e fossile del territorio, compresi i musei e le aree archeologiche.

Nei primi due anni di vita la Cooperativa svolse un lavoro di ricognizione delle opportunità presenti nel territorio sviluppando i contatti con le Amministrazioni comunali di Abbasanta, Ghilarza e Norbello riunite in Associazione Intercomunale.

Questo consentì di definire il possibile utilizzo della Cooperativa per la gestione del patrimonio archeologico, museale e dei beni storici ambientali.

All’atto della presentazione dei progetti sui Piani Integrati d’Area, la Cooperativa, dai Comuni di Abbasanta, Ghilarza e Norbello venne indicata, quale soggetto gestore del Parco Archeologico del Nuraghe Losa, della struttura espositiva dell’artigianato artistico, del museo di Zuri nonché quale supporto alla fruizione dell’insieme dei beni storici e ambientali presenti nel territorio.

Di conseguenza la Cooperativa venne rimodulata nel 1998 attraverso l’ingresso di nuovi soci, figure professionali adeguate a realizzare il progetto di gestione integrata dell’insieme dei beni e delle opportunità presenti nel territorio.

Una cooperativa Intercomunale che si sposava con l’idea proposta dai tre comuni nel riunirsi in una Associazione Intercomunale: l’inizio di una rete che avrebbe interessato una vasta area con rilevanti emergenze storiche, ambientali, di usi, costumi e tradizioni.

Contestualmente, Il Comune di Abbasanta  per conto dell’Intercomune, con l’intento di vedersi riconoscere il finanziamento della Legge Regionale 28/84 art. 10 bis, presentò un Progetto di gestione integrata  denominato “I Luoghi della Storia”, del Parco Archeologico del Nuraghe Losa, del Museo Paleobotanico di Zuri, della Torre Aragonese di Ghilarza e sfruttare le opportunità presenti nel territorio sotto il profilo della fruizione turistica e delle conoscenze storiografiche composte dal sistema dei villaggi religiosi del territorio, delle chiese romaniche e medievali, i centri storici e i beni paesaggistico/ambientali costituiti dal Lago Omodeo e dai resti della foresta pietrificata di Zuri e Soddi.

Da lì si avviò l’iter per la gestione del Parco Archeologico del Nuraghe Losa.

I tempi e le condizioni sembravano favorevoli perché nel maggio dello stesso anno (1998) si potesse accedere alla gestione, salvo poi per un ripensamento da parte del Ministero di voler produrre una vera e propria convenzione, la prima in Sardegna, che avrebbe contemplato e gestito i rapporti tra il Ministero e il Comune.

Trascorsero quasi 4 anni perché il progetto potesse vedere la luce e solo il 18 Febbraio del 2002 vi fu il passaggio e la concessione in uso dallo Stato al Comune di Abbasanta.

4 anni per alcuni versi interminabili, per altri indispensabili per la consapevolezza del progetto condiviso che si voleva avviare.

Si è lavorato allo studio e alla continua formazione dei componenti del gruppo, visitando altre realtà di gestione, approfondendo gli argomenti che più si sposavano con quello che sarebbe stato il nostro progetto.

Contemporaneamente, con il riconoscimento del Piani Integrati d’Area , si sono seguiti i vari sopralluoghi con i funzionari della Soprintendenza, per individuare e costruire (come indicato nel PIA) la struttura che avrebbe ospitato i principali servizi necessari alla gestione.

Il 1° Marzo 2002, a seguito della firma della convenzione tra il Comune di Abbasanta e la Cooperativa Paleotur, inizia la gestione del Parco Archeologico del Nuraghe Losa.

Il team

Il gruppo di lavoro della cooperativa Paleotur è un gruppo variegato e ci troverete tutte e tutti, a turno al front office a regalarvi sorrisi.

Ci presentiamo:

Patrizia Carta

che è un po’ come la dea Kalì dalle tante braccia per avere sempre tutto sotto controllo. Se fossimo una rockband sarebbe la batterista.

Le guide che si occupano dei Servizi didattico educativi:

Bonacattu Deligia

disegna in tutte le lingue del mondo

Francesca Manca

una detective che si aggira a passo di danza.

Manuela Laconi

con lo sport nel sangue.

Giuseppina Demurtas (Pina)

un colibrì che soffre di vertigini.

La cura e la manutenzione dell’area archeologica sono affidate alle attente mani dei manutentori:

Dario Vinci

che trasformerebbe il Bonetti in macchina da rally.

Giovanni Pili

l’unico in grado di trasformare il nuraghe in un giardino Zen.

Al bar, last but not least:

Maria Chiara Cherchi

che ha sempre la valigia pronta per un nuovo viaggio.