Il Nuraghe Losa

Il suo vero nome, conservato dalla tradizione locale insieme a molti altri segni del territorio e della storia, è Su nurache ‘e losas, cioè “il nuraghe delle tombe”. Il nome si riferisce alle urne cinerarie romane scavate nella roccia affiorante ai margini dell’area.
Il nuraghe Losa ha una sua sagoma inconfondibile: un trapezio possente, solido e piatto. Quando si cammina intorno ad esso, questa immagine si alterna con scorci prospettici che ricordano l’alta prua di una nave.
Entrando si scopre con sorpresa che la massa compatta contiene vani spaziosi. Tuttavia manca il cortile scoperto, che nella maggior parte dei nuraghi complessi era uno spazio funzionale importante e centrale; ciò suggerisce che nel nuraghe Losa il cortile fosse sostituito da spazi esterni. La mancanza del cortile centrale e la pianta a triangolo equilatero rendono il nuraghe Losa una massa solida e compatta; forse proprio questo è il segreto del suo straordinario stato di conservazione. Continua...

Superata l’alta soglia, si trovano tre anditi che portano a tre camere rotonde coperte a falsa cupola. Anche senza escludere una progettazione unitaria, la torre centrale fu certamente costruita per prima. Essa ha una struttura classica: la camera di base (A in pianta) è ampia e ha tre nicchie sistemate in croce; anche l’andito ha una nicchia. La perfetta rampa a spirale parte dal lato sinistro dell’andito, sale in senso orario alla camera superiore, che è piccola e semplice, quindi raggiungeva la sommità piatta, oggi troncata.
Invece il bastione trilobato, costruito in seguito, ha caratteri arcaici, come le tre camere alte e strette (B, C, D) e la ripida scala della camera posteriore. Per raggiungere questa bisogna uscire e rientrare dall’ingresso secondario, oppure salire sul piano sommitale del bastione e ridiscendere percorrendo un complesso sistema di scale.
Oltre alle camere principali, la torre centrale e il bastione contengono almeno tre piccoli pozzetti con accesso dall’alto, utilizzati come magazzini per conservare riserve alimentari o altri materiali.
All’esterno del bastione vi è l’antemurale, un robusto muro con tratti rettilinei e torri rotonde sporgenti. Invece di abbracciare la fronte e l’ingresso principale del bastione, l’antemurale si distende sul retro a Nord e a Ovest, comprendendo una sorta di stretto cortile posteriore (E). Le due torri hanno camere rotonde (F, G), le cui pareti sono traforate da finestrelle o feritoie. Alla base della torre occidentale (F) c’è una cisterna d’acqua. I lati orientale e meridionale dell’antemurale furono distrutti in seguito, o forse mai completati.
Davanti alla facciata del bastione si trova un imponente edificio rotondo (H), in origine forse collegato o da collegare con l’antemurale. Probabilmente esso aveva funzioni importanti e speciali, come suggeriscono i due ingressi contrapposti (il maggiore aperto verso l’esterno, il minore verso il bastione), le due ampie nicchie, i quattro stipetti e i cinque finestrini o feritoie.
Attorno al nuraghe si distende un vastissimo insediamento, esteso circa 3,5 ettari. Solo una piccola parte di esso è stata scavata. In diversi punti si osservano i resti delle abitazioni nuragiche e soprattutto delle case di epoca tardo-punica, romana repubblicana, romana imperiale, tardo-romana e bizantina.
L’insediamento è circondato da una lunga muraglia di forma ovale, probabilmente costruita alla fine dell’Età del Bronzo o all’inizio dell’Età del Ferro. Essa ha diversi ingressi e due torri rotonde sporgenti alle estremità meridionale e nord-occidentale; ciascuna torre ha un doppio ingresso aperto verso l’esterno e verso l’interno.
Fuori dell’insediamento vi erano i monumenti funerari e di culto. Circa 120 metri a Sud-ovest della muraglia si possono vedere i resti della “tomba del gigante”, costruita con blocchi perfettamente lavorati ma in gran parte smantellata durante i millenni. Circa 400 metri a Nord-est del nuraghe si conosceva una fonte probabilmente sacra, costruita con blocchi squadrati, oggi non visibile.

Autore dei testi: Dott. Alessandro Usai

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